Vittorio Trancanelli, un medico al servizio di Dio

Vittorio Trancanelli, un medico al servizio di Dio
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dott.Vittorio Trancanelli

Di Riccardo Larosa

Perugia – Il 24 giugno 2017 sarà il diciannovesimo anniversario della morte di Vittorio Trancanelli 
(Spello 26/04/44 – 24/06/98), Chirurgo, padre di famiglia e Servo di Dio.

Sono passati quasi 20 anni dal giorno della sua dipartita, ma il suo ricordo vive più forte che mai nella mente e nei cuori dei suoi amici e familiari, oltre che nel cuore di tutte quelle persone che la sua Associazione, La Quercia di Mamrè, ha aiutato in questi 20 anni.

Chi era questo medico?
Vittorio Trancanelli nasce a Spello, in provincia di Perugia, il 26 aprile 1944. Dedica la sua intera vita alla professione di medico chirurgo, che svolge con grande passione. Il dolore e la sofferenza segnano da subito la sua vita: si ammala gravemente durante la prima gravidanza della moglie e nella concitazione del ricovero e della cura perdono la creatura che lei aveva in grembo. La malattia si ripresenta, ancora più virulenta, cinque anni dopo, all’ottavo mese della seconda gravidanza. Poco dopo, però, nascerà Diego, figlio unico della coppia. La sofferenza, purtroppo, non finisce per Vittorio, che torna in seguito sotto i ferri. Operato d’urgenza per una colite ulcerosa. Non ne uscirà, completamente, indenne. Poiché quest’ultima battaglia lo lascia menomato – danneggiato dal punto di vista fisico per tutta la vita, anche se solo in pochi saranno a conoscenza di questa ferita interna.

Questa esperienza, di vita, tumultuosa lo priverà del sogno di andare in missione che aveva accarezzato insieme alla moglie quando ancora erano fidanzati. Da questa privazione però, Vittorio, rinasce e scopre che una missione tutta nuova lo attende nell’Ospedale dove presta servizio: dare un assistenza migliore ai pazienti, facendoli sentire a casa e instaurarandoci un rapporto più umano.

È soprattutto questo nuovo rapporto, che riesce ad instaurare con il paziente, a colpire e ad interpellare seriamente i colleghi, trascinati dal suo esempio, ad umanizzare e addolcire la professione, mettendo il malato al vertice dei loro interessi e della loro attività. Forse grazie anche alla propria malattia, Vittorio acquista una sensibilità straordinaria verso ogni genere di sofferenza e insieme alla moglie apre la sua casa all’accoglienza.

Vittorio e sua moglie accoglieranno in casa loro altri 7 ragazzi/e, che venivano da situazioni difficili, affidatigli dal Tribunale.

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Targa in sua memoria all’Ospedale

Non solo, nell’ottobre 1997, fonda insieme alla moglie La Quercia di Mamrè, un’associazione a conduzione familiare che ha lo scopo di assistere giovani madri di ogni nazione ed età, in difficoltà nel delicato momento del parto, in alcuni casi, facendogli trovare un lavoro a Perugia o nel loro Paese d’origine. Ancora oggi, sua moglie e altre famiglie, continuano ad accogliere dal Pakistan, dall’India, dal Brasile qualunque mamma abbia bisogno di un sostegno e di un’ospitalità più o meno prolungata.

Vittorio ha speso la sua vita compiendo fino alla fine quella che è stata, prima che la sua professione, la sua vocazione. Ha aiutato il prossimo in difficoltà all’interno della propria casa, accogliendolo come ogni padre farebbe col proprio figlio pur di non perderlo. Come Abramo, anch’egli ha accolto il Signore nella propria casa sotto la Quercia di Mamrè e non si è mai dato per vinto, anche nel momento più buio, nonostante sia passato più volte sotto i ferri. Egli ha dimostrato una fede salda, matura, al Signore e si è affidato a Lui con tutto sé stesso, dedicando la propria esistenza e la propria professionalità alla sua missione.

Vittorio spira il 24 giugno 1998 e poco prima di salire al Cielo vuole accanto a sé la moglie e i suoi numerosi figli, lasciando loro una considerazione che ha valore di testamento:

Per questo vale la pena vivere; anche se fossi diventato chissà chi, se avessi avuto i soldi in banca, avessi comprato tante case, cosa avrei portato con me adesso? Cosa portavo davanti a Dio? Adesso porto l’amore che abbiamo dato a queste persone

Nel 2013, a distanza di 15 anni dalla sua morte, è stata aperta la causa di Beatificazione, tutt’ora in corso e che si spera possa concludersi presto. Dal 19 gennaio 2013 i resti mortali del Servo di Dio sono custoditi nella chiesa parrocchiale Santa Maria Maddalena in Cenerente.

28/02/2017 Riccardo Larosa

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