Nel cuore della Chiesa, Il movimento dei focolari

Nel cuore della Chiesa, Il movimento dei focolari

Chiara_LubichIn un tempo di crisi, in cui la Chiesa è chiamata a rispondere con opere concrete, abbiamo deciso di far proseguire questa piccola rubrica di “Cogitare Humanum Est“. Lo facciamo ripartendo dalla testimonianza di Sara, una ragazza appartenente ad una delle “Gen” del Movimento dei Focolari di Chiara Lubich.

Sei una ragazza che appartiene ai focolarini , ci spieghi, da dentro, cosa è questo movimento?

Il Movimento dei focolari, anche chiamato Opera di Maria, è un movimento laico di ispirazione cattolica nato a Trento a seguito della vocazione sentita da  a 23 anni durante la seconda guerra mondiale. Con alcune amiche, ogni volta che si rifugiava dai bombardamenti, Chiara portava sempre con sè il Vangelo.
Decidono così tutte insieme di vivere concretamente ciò che leggevano, spendendosi per i più bisognosi della città o lì dove fosse necessario.
E’ proprio in questo contesto che Chiara comprende come “ogni cosa materiale può crollare ma non Dio, inteso come Amore“, quell’Amore verso l’altro, verso tutto ciò che ci circonda, fino a farsi cioè Uno con l’Altro.
Il movimento infatti si basa su una frase specifica del Vangelo:

“Perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.”

 Proprio da questa cosiddetta “regola d’oro” nasce il carisma del movimento, che si pone il raggiungimento dell’unità fra generazioni, culture e religioni.
Il fine principale è dunque la realizzazione dell’Unità degli uomini con Dio e tra loro.
Tale frase, inoltre, può essere ritrovata in diversi libri religiosi.
E’ cioè un pensiero, una scelta di vita che non si limita a chi è cristiano, ma che può appartenere a tutti, può essere condivisa con chiunque.
Anzi, uno scopo del movimento è proprio quello di contribuire a realizzare dialogo con le altre realtà della Chiesa cattolica, con Chiese non cattoliche, con persone di altre religiose e di convinzione non religiosa.

Logo_letterhead_ITLa spiritualità espressa da Chiara Lubich si basa su alcuni punti principali.
In particolare, vorrei soffermarmi su due aspetti fondamentali: Gesù in mezzo e Gesù Abbandonato.
Partiamo da Gesù in mezzo.
Alla base di tutto, appunto, c’è questo amore vicendevole, grazie al quale si realizzano le parole di Gesù: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro”.
Gesù, silenziosamente, si era introdotto come fratello invisibile, così che quella stessa fonte dell’amore e della luce era lì presente in mezzo a loro.
La Sua presenza premiava in modo sovrabbondante ogni sacrificio fatto, dava il giusto senso alle cose, alle circostanze, confortava i dolori, temperava la troppa gioia. E chiunque, senza sottigliezze e ragionamenti, riesce a credere alle Sue parole mettendole in pratica, riesce come a godere di un Paradiso “anticipato”.
Passiamo ora a Gesù Abbandonato, che onestamente non è così semplice da “spiegare” a parole. Il più grande dolore che Gesù ha sofferto, infatti, è proprio in croce quando ha sperimentato l’abbandono del Padre. Ma proprio per questo, Chiara e le sue compagne hanno scelto Lui, nel Suo abbandono, come la via per realizzare il nostro ideale d’Amore, come loro unico Sposo.
Egli sperimentando su di sé la separazione degli uomini da Dio e fra loro, e avendo sentito il Padre lontano da sé, si è caricato di tutti i dolori personali, dei soli, abbandonati, dimenticati.
Ma anche di tutte le divisioni, i traumi, le indifferenze reciproche, grandi o piccole: nelle famiglie, fra le generazioni, fra poveri e ricchi; nella stessa Chiesa a volte; e, più tardi, fra le varie Chiese; come in seguito, fra le religioni e fra chi crede e chi è di diversa convinzione. Insomma, dappertutto.
E da qui, la consapevolezza che Lui stesso ci insegna come affrontarle, come viverle, come superarle… proprio come quando, dopo l’abbandono, aveva rimesso il Suo spirito nelle mani del Padre, dando così all’umanità la possibilità di ricomporsi in sé stessa e con Dio.
Egli ci si è manifestato perciò come la chiave dell’unità, rimedio a ogni disunità.
In altre parole, tutto ciò che succede attorno a me succede per me, è tutto un’espressione corale dell’Amore di Dio a me, anche lì dove pensiamo non ci sia, dove proprio non la cogliamo. Lì, ovunque, c’è Lui.

I focolarini coinvolgono moltissimi giovani, ci racconti per te cosa significa questo movimento?

Sì, appunto, nel movimento ci sono tantissimi giovani, sparsi un po’ dappertutto.
Basti pensare che ad esempio all’ultimo Genfest di Budapest (incontro che c’è circa ogni 5 anni in qualche parte del mondo e che coinvolge ragazzi provenienti da ogni continente) eravamo più di 12000.

Tu mi chiedi cos’è per me questo movimento. Beh, potrei dirti che è tutta la mia vita: nelle cose che faccio, che vivo, che penso, in cui credo. Ogni cosa che faccio, grande o piccola che sia, comincia da questo Amore, da questo desiderio di farmi Uno con l’altro, al di là di chi abbia davanti, e con ciò che mi è richiesto di vivere nell’attimo presente.

Per tale motivo da diversi anni svolgo varie attività di volontariato, perché penso possano essere uno dei modi per concretizzare tutto ciò.

Però non voglio limitare il tutto solo a questo, perché appunto per me è la mia Vita, in tutto e per tutto.

Anche quando ci sono stati periodi in cui tutto non appariva semplice, mi sono fidata perché consapevole che tutto è parte di questo grande disegno di Amore previsto per me. Quindi pronta ad amare ancora di più anche quella Croce, così come Chiara ha fatto dicendo Sì al suo Sposo.

Quando si realizza ciò, si fa “proprio” questo momento, è come se tutto quello che mi circonda prendesse una nuova forma. E’ come se improvvisamente percepissi una bellezza nuova, anche laddove non l’avrei mai pensata o non ce ne è affatto. Si intuisce cioè come ogni cosa abbia in sè una risposta, una possibilità da cogliere, una sfida da superare, un dolore da accettare.

Ecco allora che torna quel che la stessa Chiara ha vissuto. Sperimentandolo in prima persona, si capisce proprio come solo passando per il gelo del dolore si possa arrivare all’incendio dell’amore; come la Bellezza e la misericordia di Dio siano ovunque, nella gioia e nel dolore, perché tutto è parte del nostro progetto, è dimostrazione del Suo amore.

Focolarini_2011Chiara Lubich è la “fondatrice” e “iniziatrice” di questo movimento. Cosa ha rappresentato per te la sua figura? (Hai qualche episodio legato alla sua figura? Se si ci racconteresti questa esperienza?)

Chiara Lubich è una donna straordinaria, portatrice di questo emozionante e immenso carisma, che ha portato a dare un senso più profondo e autentico alla vita di molti, che ha completamente rivoluzionato la capacità di amare l’Altro.

In particolare, posso dire che è stata vera ispirazione nella mia vita.

Non ci sono episodi particolari legati alla sua figura… personalmente l’ho incontrata poche volte e in contesti molto affollati, ma due cose mi sono sicuramente rimaste impresse, nella mente e nel cuore.

Innanzitutto la luminosità dei suoi occhi, splendenti, attenti. Era come se con un solo sguardo facesse percepire il Paradiso, sguardo che tutto trasforma, e riconduce ciò che più è negativo alla sua realtà più vera, quella dell’amore.

E poi, l’energia, la forza con cui in ogni momento raccontava la sua esperienza, rispondeva alle nostre domande. Lei ha dedicato un’intera vita a questo Ideale e consapevole del dono che aveva dentro lo donava continuamente a tutti noi.

Io penso che ciò che più attiri tutti noi a questo movimento sia proprio lei, la sua testimonianza e le sue parole.

Ancora adesso, quando mi ricapita di leggere (o rileggere) qualche sua meditazione o di vedere qualche video mi emoziono. Riesce in qualche modo sempre a rispondere ad ogni mia perplessità, insicurezza. Ed anche ora si ha come la certezza che, seppur da Lassù, accanto al suo Sposo, ci stia accompagnando lungo la via dell’unità… che porta dritta a Dio!

Da quanto tempo sei credente? Ci racconteresti la tua “Fede”?

Posso dire di essere credente da sempre. Vengo da una famiglia cristiana, che mi ha educato con determinati valori. Tra l’altro, anche i miei fanno parte del Movimento dei Focolari, quindi si può dire che l’Ideale mi appartiene fin da quando ero bambina.

Penso però che arrivi per tutti un momento nella vita in cui si “deve” scegliere in prima persona se si vogliono sposare questi principi, se si vuole viverli concretamente.

In questo senso, per me è stato determinante l’inizio dell’università e in particolare il trasferimento a Roma. Per farla breve, io vivo a Latina con i miei e durante i miei studi ho preso una stanza a Roma.

Puoi immaginare, la prima volta che si “esce” da casa, che si è completamente soli e autonomi. Beh, lì ho capito quanto fosse Mia la scelta di essere cristiana, di quanto in realtà quei valori mi appartenessero non solo perché me li avevano insegnati i miei, ma perché erano parte fondante della mia vita, erano cioè la via che io volevo intraprendere per vivere la mia quotidianità.

Tu mi chiedi cos’è la Fede per me…

Penso di aver già risposto in parte a questa domanda, ma vorrei sottolineare quanto per me rappresenti veramente tanto, se non “tutto”.

Ogni parola in realtà mi sembra come riduttiva, ma posso sicuramente dirti quanto mi dia forza e gioia nella vita, quanto mi spinga a Ricominciare in ogni momento anche quando umanamente mi risulta complicato.

E’ quella fiducia verso quel qualcosa di più grande che mi permette di affrontare con pazienza ogni situazione, certa che tutto sta avvenendo secondo quell’amore specifico che Dio ha previsto per me.

Potrei dire che è proprio il mio rapporto intimo con Dio.

E’ anche quella Scelta di ogni giorno nel vivere pienamente ogni istante nel presente e di vedere cioè ogni momento come Dono. E quando parlo di scelta, intendo nel dire quel Sì alla vita totalmente, cioè anche e soprattutto razionalmente.

Come ti vedi tu tra qualche anno e cosa ti auguri per il movimento dei focolarini?

In futuro mi vedo in qualche parte d’Italia o del mondo, contenta e realizzata nel mio lavoro.

Immagino anche di aver dato forma a una nuova famiglia, con l’uomo che amo, con cui condividere ogni cosa.

Ed inoltre spero di aver trovato la mia vocazione all’interno del Movimento.

Sinceramente, mi auguro anche di poter continuare a vivere la mia vita così come sto facendo ora, con serenità, ma con maggiore consapevolezza e maturità.

Per quanto riguarda il Movimento, desidero cresca e vada sempre più “fuori”, continuando questo Dialogo verso il prossimo e le altre realtà religiose e non.  E mi auguro anche che mantenga sempre viva e integra la sua spiritualità.

Infine, mi ritornano in mente le parole che Papa Francesco ci ha rivolto lo scorso anno in occasione di un nostro incontro: trasformare il deserto in foresta.

Ed è proprio questo che più vorrei per il Movimento:

“Tanti deserti nelle città, tanti deserti nella vita delle persone che non hanno futuro, perché sempre c’è – e sottolineo una parola detta qui – sempre ci sono i pregiudizi, le paure. E questa gente deve vivere e morire nel deserto, nella città. Voi fate il miracolo con il vostro lavoro di cambiare il deserto in foreste: andate avanti così.

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